Le Interviste Impossibili Di Shoegazer

   Raccolta di interviste estremamente attendibili

 



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domenica, gennaio 25, 2004
 

“Amore Mio, Amore Mi...

“Amore Mio, Amore Mio, Mon Amourâ€

(Le Interviste Impossibili vol III: Mariano Apicella)

Questa volta il compito del vostro inviato si fa ancora più arduo: vengo prelevato da un elicottero e scortato in Sardegna, in una delle ville del nostro amatissimo Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Quì sta trascorrendo le vacanze pre carnevale (??) Mariano Apicella, il nome nuovo della musica italiana, la rivelazione dell’anno (altro che Le Vibrazioni).

Mentre vengo accompagnato dai custodi della villa attraverso un immenso e bellissimo parco naturale, vengo distratto dalle grida di due ragazzini…

“Nun si preoccupi dotto’, sono solo i figli e’Putin che stann’iocando "a Cecenia", sa com’è, i guagliuncelli russi so un poco irrequieti…â€

Sulla porta Mariano Apicella, gentilissimo, mi spiega la situazione e mi invita ad accomodarmi dentro casa:

“Il Dottore aveva promessa al Presidente Putin di ospitare per un po’ di iurni le criature, poi siccome lui non poteva restare qui, chill’ lavora pure di notte, ha chiesto a me di fare da babysitter e si figuri, per il Dottore questo e altroâ€.

Apicella è un uomo elegante, eppure solo fino allo scorso anno faceva il posteggiatore abusivo, mi guardo un po’ intorno e dopo aver visitato la famosa biblioteca di “Classici della Letteratura Italiana in puro legno Massello†che tanto han fatto la fortuna del Presidente Berlusconi, decido di iniziare l’ intervista:

“Signor Apicella, lei è arrivato alla musica in modo casuale. Fino a qualche hanno fa svolgeva un lavoro umile e poco redditizio, poi l’incontro con il Presidente Berlusconi ha cambiato completamente la sua vita e lei è diventato un musicista ricercato e sempre presente nei grandi salotti internazionali. Cosa si prova a fare un salto del genere?

Arrivato alla musica in modo casuale io non direi proprio. Sono più di quindici anni che strimpello le mie canzoni nei localetti off di Napoli e poi sono da sempre uno dei più ricercati per i Matrimoni e per le Cresime. Io la musica la tengo nel sangue e credo di avere un minimo di talento, altrimenti non mi avrebbero maje fatto fare nu’disco. L’incontro col Dottore è avvenuto in modo casuale: Il Dottore era a Napoli per festeggiare la vittoria di Antonio Martuscello, gli ho dato una cassetta e la sera ero già invitato a palazzo per suonare davanti i potenti del mondo. Certamente l’interessamento del Dottore è stato importante, io devo a lui tutto quello che sono, però penso che se non avessi avuto nemmeno un poco di talento non sarei arrivato dove sono arrivato.

Si, e come è nata la collaborazione musicale con il Presidente Berlusconi, quand’è che ha deciso di mettersi a scrivere i testi per lei?

La collaborazione è nata quasi subito: la sera dopo la mia esibizione Napoletana, il Dottore mi ha fatto chiamare e mi ha esposto l’idea. Secondo lui io sono un bravo strumentista/cantante, ma come autore di parole ero proprio una chiavica. Il Dottore ha deciso quindi di aiutarmi e devo dire che ha fatto bene, penso che tra noi due possa nascere una collaborazione molto interessante, a livello di Battisti e Mogol, il gran Mogol. Io per esempio non sarei mai stato capace di scrivere un testo profondo come quello di Nun Po’ Fernì.

Tutte le volte che canto: «Nun po' fernì/st'ammore… ammore mio non po' fernì!» mi viene la pelle d’oca!

In effetti, anche a me…passiamo avanti: lei si è mai fermato a riflettere sul gran colpo di fortuna che ha avuto. Sa quanta gente la invidia?

Molta, molta, l’invidia è una brutta bestia, guagliù, io lo saccio che ci sono un sacco di jurnali che parlano male di me soltanto per colpire il Dottore. Per esempio uno l’altro giorno ha scritto che io ho quarantaquattro anni e queste sono cose infamanti e che non dovrebbero essere permesse ad un giornale. L’età è una cosa seria e tutto il mondo sa che io ne ho quarantuno di anni, quindi è chiaro a tutti che si tratta dell’ennesimo complotto della sinistra bolscevica e forcaiola. In merito questa questione io e il Dottore abbiamo scritto una canzone che farà parte del nostro prossimo disco, prodotto da Morgan dei Bluvertigo, che si chiama “La colpa è solo toja†e che secondo me metterà in riga tutti i nostri detrattori. Se vuole gliela canto: «E’ in utile che sparli tutti e jurne assai di me, tanto la gente tiene scuorno e voi capì pecchè, pecchè tu sei un omm’ e niente, comunista e illiberale, spari solo ste strunzate ma finisci all’ ospedale…». Secondo me è un grande pezzo e poi lei la sta sentendo così a cappella e non rende molto, ma le giuro che Cesare Cadeo c’ha fatto su un programming che è tutto ‘nu pariamento.

Sono curioso di sentire, allora. Un' ultima domanda: c’è qualcosa che vuole dire ai nostri lettori?

Certamente, io capisco che posso risultà antipatico perché sono amico del Dottore, però capitemi un po’ puro voi, mica è tanto semplice stare a contatto con lui tutto il tempo.

Certo, ci sono un sacco di vantaggi però…chillo è ‘nu cacacazz’ e niente, è sempre fissato con la linea. Mi tiene a stecchetto, dice che nun posso più mangià le mozzarelle di bufala, dice che per me sono come il veleno…e poi in studio di registrazione è pedante, mi rompe l’anima, è tutto un: «Canta con maggiore intensità, cribbio…e attento a non stonare» e poi è fissato con i violini , vuole mettere i violini dappertutto, se fosse per lui sarebbe tutto un: «Vavuvàvuvavuvavuvà» e a me i violini neanche piacciono, io sono per l’heavy metal.

Poi ‘sta rottura e’ uallera dei figli di Putin ecchediamine…ma che cavolo centro je ‘co sti ragazzini psicopat…

Le parole di Apicella vengono interrotte improvvisamente, dal pavimento si apre una botola ed il posteggiatore/cantante viene risucchiato in un buco nero con tutto il divano. Con la coda dell’occhio vedo due energumeni avvicinarsi, capisco che non tira una buona aria e sgattaiolando sul retro riesco a fuggire prendendo in prestito una Bentley del Cavaliere, sul cruscotto c’è la foto di Mike Buongiorno con su scritto: “Non correre, pensa a meâ€.

Il giorno dopo in redazione è arrivata questa lettera:

“Gentilissima redazione,

Smentisco totalmente quanto pubblicato dal vostro giornale in merito l’intervista del signor Mariano Apicella.

Il tutto è stato frainteso dal vostro poco professionale inviato che si è recato dall’ Apicella in mala fede e con il chiaro intento di strumentalizzare le sue parole. Un chiaro complotto di matrice comunista che mi riporta alla mente il modo di agire di Goebbels, il ministro di Hitler durante il nazismo.

Sono stufo di questo modo di agire da parte della stampa, voi siete la vera mafia ed io fortunatamente sono qui proprio per liberare il paese dalle mafie e dalle mafiette.

Per quanto riguarda Mariano Apicella posso giurare che non è stato risucchiato in nessuna qualsivoglia specie di buco nero ed al contrario si trova in Svizzera per un piccolo ritocco estetico a cura del mio chirurgo personale.

Ovviamente avrete presto notizie dai miei avvocati.

In fede,

Il Presidente Del Consiglio

Silvio Berlusconi.

postato da colas | 19:49 | commenti (1)