Le Interviste Impossibili Di Shoegazer

   Raccolta di interviste estremamente attendibili

 



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venerdì, dicembre 12, 2003
 

But Nothings Bad as...

But Nothing’s Bad as This…

(Le Interviste Impossibili VOL II – Michael Jackson)

Il mondo dei mass media sa essere spietato e vendicativo, ne sa qualcosa Michael Jackson: uno che per anni è stato venerato e celebrato come un Re ed improvvisamente si è ritrovato catapultato in un mare di problemi insormontabili. Alla luce delle ultime accuse per molestie sessuali ad un minore ed in occasione dell’ uscita di una sua raccolta “di numeri uno “( prima di lui solo i Beatles, Elvis e Celentano avevano avuto un onore simile) ci possiamo considerare molto fortunati ad aver avuto la possibilità di intervistare (anche solo per pochi minuti) un personaggio così affascinante e controverso.

A condividere con noi questa esclusiva è stata chiamata, come unica televisione ammessa all’evento, una piccola emittente locale della provincia di Roma (TeleAmbiente), che ha messo in campo il suo uomo più rappresentativo: il mai troppo stimato Massimo Marino.

Mentre sono in taxi con Marino ed il suo operatore Viciè’ , m’interrogo sul perché della presenza di Jackson a Roma: di solito agli indagati non è permesso di lasciare il proprio paese, forse:"Per le rockstar la legge fornisce delle scappatoie? D’altronde se le ha per il Presidente Del Consiglio figuriamoci per il Re Del Pop"…esterno questi pensieri ad alta voce, Massimo Marino mi guarda per niente turbato ed esclama: “ Io nun ce capisco un cazzo, però , te prego, parla piano che devo da telefonà ar Professor Trecca ”.

Ci accomodiamo nella sweet imperiale dell’Hotel Plaza, dopo aver subito un numero incredibile di controlli per la sicurezza veniamo fatti sedere su delle poltroncine a tre metri di distanza da sua altezza Jackson, il Re sta male ed ha paura di essere contaminato, quindi niente contatto fisico e la possibilità di avvicinarsi a Sua Altezza Serenissima diventa un infinito più che remota.

La prima domanda tocca a me, sono un po’ emozionato ed inquieto, la faccia di M.J. è coperta da una bandana rossa di El Charro ed anche così suscita una certa impressione…inforco gli occhiali, accendo il registratore e…si parte:

Signor Jackson, lei viene da una serie di insuccessi commerciali a dir poco sorprendenti, pensa che il greatest hits sia il modo migliore per tentare di risalire la china?

“Francamente io non credo di dover risalire la china, io sono sulla cresta dell’onda da quando avevo dodici anni, nel bene e nel male, per me ora è solo il momento di dare spazio alla mia musica ed alle cose in cui credo. Questo greatest hits è solo un modo per accontentare i miei fans, I love you, e regalare a tutti loro delle emozioni da scartare sotto l’albero. Con queste canzoni credo di esserci riuscito a suo tempo e di poterci riuscire ancora.”

Interviene Massimo Marino: “Ora tocca me, Maicor te oramai incominci ad ave’ una certa età, eppure riesci sempre a ballare e muoverti come solo tu sai fare, fai quarche esercizio in particolare?? Come fai a fa quer passo, quello dove fai struscia li piedi sur pavimento…me o fai vede??Bella Fratè!!!!!

“Non ho capito nulla, possiamo passare oltre?”

Ok, il suo nuovo singolo One More Chance, è una canzone caratterizzata da un forte piglio soul che rimanda direttamente alla sua produzione con Quincy Jones. L’ha fatto per spiazzare tutti quelli che si aspettavano da lei un lavoro stile Neptunes, oppure per avere un brano trainante che fosse all’altezza dei vecchi pezzi presenti sul cd?

Con i Neptunes dovevo lavorare quasi quattro anni fa, poi non se n’è fatto nulla. Non riuscivo a considerare quelle canzoni adatte al mio modo di esprimermi. Secondo i media del mio paese questo è stato un grave errore, ma io non mi pento delle mie scelte e sono convinto di avere delle canzoni migliori di quelle dell’intero catologo Neptunes. Volevo evitare, poi, di avere nel mio video l’insopportabile faccione di Pharrel Williams (il vero Presenzialista, altro che…n.d.i.). One More Chance suona così perché rappresenta un atto d’amore nei confronti dei miei fans, tutto quello che faccio è per loro: dalla scelta del cibo che mangio a pranzo, al galeone dei pirati della Playmobil che ho comprato ieri pomeriggio.”

“Bella Fratè!!!!! Questo dei sordi è un problema grosso, mica cazzi, se dice che tu stia in bancarotta a causa de tutte le cause che t’hanno fatto e per tutti li interventi de chirurgia che hai dovuto da subì pe esse come sei (Viciè ‘stringi’ sur naso!!), è vero o no???”

“No comment.”

Tornando all’argomento precedente, non è che il suo odio dei Neptunes deriva dall’enorme successo di Justin Timberlake, uno che molti etichettano come il suo erede più autorevole?

“Sono contento del successo di Justine ed un po’ lo sento come se fosse anche merito mio.

D’altronde gli NSYNC sono esplosi dopo aver duettato con me ad un edizione dei VMA. Certo, il fatto che lui sia diventato così famoso con un album dove il sessanta percento dei pezzi sono dei miei scarti di quattro anni, fa un po’ sorridere.”

Senti Maicor, so’ due vorte che nun me rispondi, eppure pe smentì quello che ho detto basterebbe prestasse a ‘na piccola prova. Quanno noi annamo a fa le riprese nei locali “porcini”, pijamo le donne e pe vedè si quello che c’hanno è tutta robba loro le spojamo e tastiamo le parti in questione come facevano li pellerossa con li tamburi davanti er fuoco. Ce stai??

“Io non capisco come voi italiani siate disposti a credere che la Legge Gasparri sia una legge giusta e che i seni di Valeria Marini siano veri, mentre non volete mai accettare la verità.

Io non mi sono mai rifatto nulla, eccetto una volta il naso per problemi di respirazione.”

Micheal, so che non ne vuole parlare e rispetto e le sue volontà, ma ultimamente lei sta vivendo un periodo piuttosto difficile. Pensa che sia stata tutta colpa di quella famosa intervista con la BBC?

“Io mi sono sempre fidato di chi mi sta intorno e questo è stato il mio più grande errore.

Io sono una persona comune, non un mostro come la stampa vuole fare apparire. Forse hanno paura di me perché sono nero e ricco, temono che potrei occupare i posti di potere dei bianchi. Quel giornalista è stato scorretto con me, io sono stato sincero con lui, ma questo deve averli delusi. Non hanno scoperto niente di quello che pensavano di scoprire e trovandosi di fronte una persona onesta e pura hanno tentato di stravolgere tutto con il montaggio. Volevano farmi apparire come “il male”, ma “il male” sono loro ed i loro giornalacci da mezzo dollaro.”

Senti un po’ fratè, te vojo fa anche io una domanda prrr…privè: tu c’hai avuto tre figli tutti e tre da femmene diverse. Se dice che tu li faccia andare in giro solo addobbati come degli idioti. Ma mica me vorresti dì che quer nanetto truccato da Uomo Ragno è tu fijo??Viciè, anvedi l’omo rangno, faje er primo piano!!!”

“ I miei figli sono assediati trenta ore al giorno dai paparazzi, le maschere sono l’unico modo per fargli vivere una vita normale e protetta. Al giorno di oggi è pieno di pazzi, io stesso ricevo molte minacce e credo che per un genitore difendere il proprio figlio sia una missione irrinunciabile. Comunque quello vestito da Uomo Ragno non è uno dei miei bambini ma Danny DeVito che è venuto quì per propormi lo script del prossimo film di Sam Raimi.”

Signor Jackson, come ultima domanda posso chiederle una mia curiosità personale: ma cosa è venuto a fare qui a Roma?

“Sono qui per lavorare al mio prossimo disco che registrerò tutto in Italia con un musicista che io ritengo dotato di immenso talento: Morgan dei Bluvertigo. Ho poi approfittato dell’occasione per venire a trovare il mio grande amico Daniele Bossari e fare finalmente un giro sulla sua mitica Smart truccata.”

“Bella Bossà…c’avemo la stessa machina!!!!!Maicor, te posso chiede na cosa??

Ma che c’è di vero in sta storia che tu te saresti ‘zompato’ un reg…”

Massimo Marino non riesce neanche a portare a termine la frase che Micheal Jackson, gentilissimo, gli offre una bottiglia d’acqua minerale. Bastano due sorsi e Marino stramazza al suolo mentre Viciè viene circondato da sei energumeni e conciato per le feste.

Tutto questo mi sembra di averlo già vissuto e mentre penso al senso di questo enorme dejavu mi ritrovo già fuori il portone del Plaza con in mano una valigetta con dentro più di un milione di dollari…ma questa è un’altra storia.

 

postato da colas | 12:56 | commenti